In occasione della 53esima Sessione di formazione ecumenica, si è riflettuto sulla tradizione classica e sulle possibilità di riforma e profezia nelle Chiese. La relazione si sofferma sul valore simbolico di Assisi come città della Pace e sull'incontro interreligioso del 1986, riconoscendolo come una festa comune delle religioni. Infine, è presentata una rilettura del documento del Concilio Vaticano II, Lumen Gentium, che riconosce i musulmani come parte della comunità credente perché, "professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso." (LG 16)
Quello che abbiamo veduto e udito noi l'annunciamo / HOUSHMAND ZADEH, S., Bianchi, E., Ricca, P., Stefani, P., Molari, C., Sebastiani, L., Segre, B., Salvarani, B., Naso, P.. - In: STUDI ECUMENICI. - ISSN 0393-3687. - (2016), pp. 163-168. (Quello che abbiamo veduto e udito noi l'annunciamo. Tradizione, riforma e profezia nelle Chiese Assisi ).
Quello che abbiamo veduto e udito noi l'annunciamo
Shahrzad Houshmand Zadeh;Enzo Bianchi;Paolo Naso
2016
Abstract
In occasione della 53esima Sessione di formazione ecumenica, si è riflettuto sulla tradizione classica e sulle possibilità di riforma e profezia nelle Chiese. La relazione si sofferma sul valore simbolico di Assisi come città della Pace e sull'incontro interreligioso del 1986, riconoscendolo come una festa comune delle religioni. Infine, è presentata una rilettura del documento del Concilio Vaticano II, Lumen Gentium, che riconosce i musulmani come parte della comunità credente perché, "professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso." (LG 16)I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


